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Filo interdentale

Filo interdentale: ecco perché è indispensabile

Usate lo spazzolino almeno 2 volte al giorno ma avete ugualmente problemi alle gengive o carie dentali?

Forse non usi abitualmente anche il filo interdentale.

Secondo i dati forniti dall’ADA, l’autorevole American Dental Association, ancora oggi e nonostante le indicazioni di tutti i dentisti, più della metà degli americani non usano, abitualmente, il filo interdentale. In Italia i dati sono simili, se non peggiori. 

Vale quindi la pena ricordare ancora perché l’uso del filo interdentale è così importante.

Quando lo spazzolino non basta

Lavare e spazzolare bene i denti è la base della corretta igiene orale, meglio ancora se si utilizza lo spazzolino elettrico, in grado di pulire più a fondo ed eliminare una maggior quantità di batteri della placca.

La spazzolatura è ovviamente la componente chiave nel mantenere la bocca sana, tuttavia, qualunque sia lo spazzolino che usiate, niente è in grado di raggiungere e pulire efficacemente l’intera bocca. Lo spazzolino, infatti, non è efficace negli spazi tra un dente e l’altro che rappresentano la zona della bocca dove i batteri cariogeni più facilmente si annidano e prolificano.

Il filo, al contrario, è studiato per poter raggiungere proprio gli spazi più nascosti e, usato correttamente, riesce a mantenere ben puliti questi spazi, completando l’opera di pulizia dello spazzolino.

La prevenzione

Ma non è tutto, il filo interdentale è in grado di proteggere molto efficacemente le gengive. Il tessuto gengivale è fondamentale per proteggere i denti perché copre il punto in cui le radici si ancorano alle ossa della mascella e della mandibola. Le gengive sono un tessuto molle facilmente attaccabile dal tartaro e dalla placca.

Se si verifica un accumulo di placca batterica nel luogo in cui le gengive ed i denti si incontrano, la placca può trasformarsi in tartaro, un deposito di materiale duro che solo un intervento dell’igienista o del dentista può rimuovere. Se il tartaro non viene rimosso in tempo, aggredisce le gengive  provocando irritazione ed infiammazione, che si traduce in gengivite, una malattia di cui ci si accorge ben presto perché le gengive diventano gonfie, doloranti e sanguinolente. Una gengivite non trattata evolve in parodontite, la più grave malattia delle gengive che porta anche alla perdita dei denti. L’uso, sistematico e corretto del filo interdentale rimuove le particelle di cibo intrappolate nelle gengive e previene l’insorgenza di tali malattie.

Non solo una bocca sana

Avere la bocca sana non solo è fondamentale per potersi nutrire bene e per evitare spiacevoli problemi estetici, da non sottovalutare perché spesso diventano causa di autoesclusione sociale ma, come ormai la medicina ha ampiamente confermato, è importante per mantenere una buona salute generale.

Come ampiamente confermato da molte ricerche, infatti, gli effetti delle malattie delle gengive e dei denti si estendono ben oltre la bocca. La medicina suggerisce che i batteri nella bocca possono danneggiare il resto del corpo e contribuire a malattie sistemiche come il diabete, malattie respiratorie e malattie cardiache. 

Pertanto, usare il filo interdentale per aumentare la salute orale diventa un fattore importante nella prevenzione di molte malattie anche gravi e, potenzialmente, mortali. E’ un metodo di prevenzione, facile, economico ed alla portata di tutti.

Molto spesso il filo interdentale non viene usato perché ritenuto di uso difficile o perché doloroso nel passaggio sulle gengive. 

Se avete di questi problemi passate da noi in Adec e chiedete informazioni. Oggi esistono diverse varietà di filo interdentale, vi consiglieremo quello più adatto alle vostre condizioni e saremo lieti di mostrarvi come va usato per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo e senza alcun tipo di problema.

Il nostro obiettivo è  assicurare a tutti i nostri pazienti hanno una vita felice e sana che inizia con un bel sorriso.

neonati

Neonati e problemi orali: cosa sapere

Attenzione alla bocca dei neonati!

Durante il periodo della gestazione il feto viene protetto dall’ambiente esterno con il quale evita ogni tipo di contatto e questo vale anche per la bocca che rimane sterile fino al momento della nascita. Un pensiero ancora molto diffuso purtroppo è che non essendo ancora spuntati i primi denti il piccolo sia al riparo dai problemi. In realtà è bene sapere che subito dopo il parto inizia la colonizzazione batterica delle mucose orali e del tratto gastroenterico, che avviene soprattutto per il contatto del neonato con gli adulti.

Il primo e più importante contatto per quanto riguarda il cavo orale è ovviamente la suzione con l’allattamento al seno a cui fa seguito, durante lo svezzamento, il contatto con cibi e stoviglie utilizzate per mangiare. Fin da questi primi momenti diventa quindi necessario essere consapevoli dell’importanza di garantire l’igiene orale del neonato, prestando molta attenzione agli strumenti ed alle azioni che si mettono in atto.

Per fare un esempio, assaggiare la pappa con lo stesso cucchiaino che userà il piccolo, determina un passaggio di ceppi batterici dall’adulto al bambino. Evitare questa procedura è spesso impossibile, ma curare l’aspetto preventivo nei genitori, nei nonni e nelle persone deputate alla cura del neonato è auspicabile e necessario: chiunque sia affetto da problemi di salute orale deve assolutamente astenersi dal compiere azioni come quella di assaggiare la pappa. Essere affetti da patologie quali gengivite, carie o malattia parodontale significa essere portatori di ceppi batterici aggressivi che colonizzano il cavo orale del neonato predisponendolo alle stesse patologie. Curare attentamente questa fase, eseguendo controlli preventivi per la diagnosi e il trattamento terapeutico di queste patologie, diventa un obbligo da parte di tutti coloro che entrano in contatto con il bambino.

Sessioni regolari di igiene orale professionale con l’igienista dentale saranno molto importanti per il mantenimento della propria salute orale e di conseguenza quella del bambino. Come sempre la prevenzione è la miglior terapia per garantire la salute.

alveolite

Alveolite post-estrattiva

Alveolite: cause, dolore e consigli

L’alveolite è un problema che può presentarsi in occasione di un’estrazione del dente del giudizio ma, l’alveolite post-estrattiva, è una complicanza che può verificarsi ad ogni modo dopo ogni estrazione. Il dente, una volta estratto, lascia vuota la porzione di osso dove era contenuto, la cavità alveolare. Di solito la cavità alveolare viene riempita dal coagulo di sangue residuato dall’intervento di estrazione, che ha anche una funzione protettiva. Se questo non avviene e la cavità si trova esposta all’ambiente esterno, può insorgere l’infiammazione, il cui primo sintomo, purtroppo, è il dolore che, invece di diminuire come ci si aspetterebbe, aumenta di intensità dopo i primi giorni. Il dolore è forte e persistente ed aumenta di intensità durante la notte. Tende ad irradiarsi alle zone vicine, in particolare l’orecchio. Può durare per giorni o, in casi particolarmente gravi, addirittura per settimane.

L’origine dell’alveolite post estrattiva è ancora sconosciuta, anche se gli esperti escludono che possa trattarsi di una conseguenza di processi di natura infettiva. Recentemente sono state accertate e classificate diverse condizioni predisponenti:

  • età: il rischio aumenta dopo i 40 anni
  • sesso femminile: l’incidenza è superiore nella donna sia per l’assunzione di contraccettivi orali che durante i ciclo mestruale
  • infezione dentale preesistente all’intervento
  • fumo
  • scarsa igiene orale
  • malattia parodontale cronica
  • risciacqui prolungati e molto energici dopo l’estrazione.

Perché il dolore?

L’ipotesi generalmente più accettata del dolore è lo svuotamento dal coagulo alveolare: il coagulo ematico blocca il sanguinamento ed è l’elemento di base per la formazione del tessuto di granulazione, grazie al quale gli osteociti potranno procedere alla formazione di nuovo tessuto osseo. Nell’alveolite post-estrattiva il coagulo sanguigno non è presente in quantità sufficiente e la formazione del tessuto di granulazione rallenta con conseguente allungamento dei tempi di guarigione.  Pur essendo molto dolorosa, l’alveolite non è grave ed il trattamento appropriato è quello, farmacologico, per controllare la sintomatologia dolorosa.

Consigli post-intervento?

E’ importante anche seguire i consigli che vengono consegnati ai pazienti dopo l’intervento e che, riepilogando, sono:

  • lasciare il tampone di garza posizionato per permettere la formazione del coagulo
  • non effettuare sciacqui durante le prime 24 ore post intervento, per evitare il rischio che il coagulo possa sciogliersi o spostarsi
  • eseguire sciacqui leggeri e per non oltre 30” con collutori contenenti clorexidina allo 0,12% – 0,20% o con acqua e sale,ogni 12 ore per 7 giorni;
  • non effettuare manovre o movimenti che possano spostare il coagulo dalla sede alveolare
  • non usare il dentifricio
  • bere lentamente meglio se utilizzando cannucce
  • la dieta deve essere fredda a base di liquidi e/o cibi morbidi che vanno comunque masticati dal lato opposto a quello del dente estratto,
  • no alcol
  • no fumo
  • eseguire sempre un igiene orale accurata, utilizzando il filo interdentale

Raccomandiamo a tutti i nostri pazienti che hanno subito un’estrazione dentale di chiamarci subito in studio in caso di dolore elevato. Il nostro personale interverrà immediatamente per ridurre il rischio della comparsa dell’alveolite.

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Piercing alla lingua: quali i rischi per la nostra bocca?

Tutto ciò che devi sapere sui body piercing

Dall’inglese to pierce, perforare, la pratica del body piercing oggi è più che una moda, quasi un modo di vivere ed ha origini antichissime.
Presente nella maggior parte delle culture tribali preistoriche, veniva praticato utilizzando metallo, ossa o legno ed aveva principalmente scopi ornamentali, sociali o spirituali. Oggi il piercing al naso, all’ombelico, all’orecchio, al labbro, ma soprattutto alla lingua, è molto praticato dai più giovani, come segno di distinzione e di appartenenza ad una comunità.

I medici, però, da anni mettono in guardia sui rischi, anche gravi, che questa pratica comporta. Tra quelli meno importanti ma molto diffusi troviamo

  • reazioni allergiche ai metalli
  •  frequenti sanguinamenti

I piercing alle labbra e alla lingua sono tra i più diffusi e portano spesso problemi di

  • deglutizione
  • problemi di tipo odontoiatrico
  • infiammazioni la cui diffusione nel corpo è facilitata dai numerosi vasi sanguigni presenti nella lingua
  • infezioni molto gravi come epatite B o C, fino all’HIV o all’ endocardite batterica, un’infezione della parte interna del cuore che, se non adeguatamente trattata, può essere fatale.

Sono però i denti le vittime principali dei piercing praticati sulla lingua, sulle labbra o, comunque in zone prossime alla bocca. Secondo i dentisti, circa la metà dei giovani amanti del body piercing ha almeno un dente scheggiato. Ma non solo, spesso si assiste alla formazione di uno spazio tra i denti incisivi, detto diastema, facilitato dall’abitudine di alcuni ragazzi di spingere il piercing tra i denti anteriori, provocando un effetto contrario a quello dell’apparecchio ortodontico utilizzato per correggere difetti simili.

I risultati di una ricerca condotta dall’ Ohio State University di Columbus, sono ancora più preoccupanti. I ricercatori, grazie ad uno studio su 58 giovani tra i 21 e i 22 anni metà dei quali aveva un piercing alle labbra, hanno trovato che il 41,4% dei soggetti col piercing presentava problemi di ritiro delle gengive, mentre solo il 6,9% dei ragazzi senza piercing aveva lo stesso problema. Inoltre tra gli amanti del body piercing, la linea di ritiro delle gengive era, in media, due volte più profonda rispetto all’altro gruppo. Secondo questo studio il piercing, se praticato a lungo, provoca un trauma da corpo estraneo dovuto ai movimenti dell’oggetto di metallo all’interno della bocca che causano sia il ritiro delle gengive che altri problemi odontoiatrici a partire da rotture ed infezioni.

In conclusione, chi pratica il piercing, che per i minorenni necessita del consenso dei genitori, dovrebbe stare molto attento e seguire alcune indicazioni di sicurezza come fare molta attenzione nella scelta del piercer, rivolgersi ad un professionista ed accertarsi che operi utilizzando strumenti sterili e in ambienti igienicamente controllati e che sappia inserire il piercing nel modo corretto, cioè in posizione perpendicolare rispetto al tessuto ed evitare assolutamente il fai-da-te.

 

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I denti del giudizio

Cosa sono i denti del giudizio e perché a volte sono un problema

Cosa sono i denti del giudizio? 

I denti del giudizio sono i quattro molari che occupano l’ultima posizione dell’arco dentale, in gergo odontoiatrico “gli ottavi”. Questi denti spuntano molto più tardi, tra i 16 ed i 20 anni.

Come mai spuntano nell’età adulta? 

Secondo alcune tesi, poiché di notevoli dimensioni, questi molari per poter essere sostenuti hanno necessità che l’osso sia completamente formato ed abbia sufficiente forza. Secondo altri, invece, la spiegazione va cercata nell’evoluzione umana. Agli albori dell’umanità, infatti, gli esseri umani avevano mascelle e mandibole più grandi per contenere molari più resistenti ed adatti alla masticazione di cibi duri come radici e cereali crudi. La civiltà ha cambiato queste abitudini, la cucina ha reso i cibi meno difficili da masticare e digerire e, grazie all’evoluzione, la dimensione delle ossa si è ridotta, questo perché alcune necessità sono venute meno. In conclusione, secondo questa teoria, i denti del giudizio non sarebbero altro che un ricordo del nostro passato remoto.

Che problemi possono causare i denti del giudizio ?

Molto spesso, l’eruzione dei denti del giudizio diventa un problema che provoca forti dolenzie e malesseri e per il quale, gli odontoiatri consigliano, quasi sempre, l’estrazione. Questo perché l’eruzione, essendo tardiva, avviene in un ambiente già affollato e possono, di conseguenza erompere solo parzialmente ed in posizione scorretta. In questi casi viene consigliata l’estrazione che è bene venga eseguita il più presto possibile, quando le radici dei denti non sono ancora del tutto sviluppate, in modo da semplificarne l’operazione che avviene sempre con un intervento chirurgico. L’estrazione chirurgica del dente del giudizio è un intervento, più o meno complicato, in base alla situazione personale. In genere, l’estrazione dei denti superiori è più semplice rispetto ad un dente del giudizio inferiore ed è eseguita in anestesia locale come tutte le normali estrazioni. Al termine dell’intervento possono essere applicati uno o più punti di sutura per evitare le emorragie, che a volte possono essere copiose. Per questo è bene valutare che il paziente non sia in terapia antiaggregante e che eviti di consumare cibi caldi o bevande irritanti, come il caffè, e che si astenga dal fumare e dall’assumere alcol. Solo in casi particolarmente difficili l’intervento di estrazione degli ottavi richiede l’anestesia generale e la sala operatoria.

pulizia dei denti

Pulizia dei denti gratis? attenzione!

Sterilizzazione, tecnologia, professionalità e umanità: scegli bene il tuo dentista

La pubblicità è l’anima del commercio si sa, ma da qualche tempo (prima era proibito) anche per gli studi odontoiatrici ne fanno molta. Non è raro vedere annunci pubblicitari con slogan come “visita odontoiatrica gratuita, pulizia denti: 20 euro”.

Se lo street price, il 3×2 o i saldi sono ormai abitudini commerciali stabili ed utilizzate intelligentemente per promuovere prodotti dal basso appeal, oltre ad essere comunque regolamentati, la salute non rientra in queste categorie e non può essere soggetta allo stesso tipo di marketing. E’ bene prestare molta attenzione prima di farsi convincere da queste offerte. Come sanno bene tutti i professionisti del settore, le prestazioni sanitarie sono personali e non standardizzabili ed hanno costi, non comprimibili, elevati. Com’ è possibile, quindi, offrire prestazioni sanitarie sottocosto o, addirittura gratis? Certamente, nell’ambito di un trattamento odontoiatrico magari lungo e complesso, un riguardo al paziente è normale e a volte, per aiutare i pazienti a comprendere l’importanza della prevenzione, un ciclo di igiene orale professionale, effettuata dall’igienista dello studio, può essere offerto a condizioni molto vantaggiose. Ma quando le offerte si spingono troppo oltre, questo potrebbe voler dire che non tutto è come dovrebbe essere ed è quantomeno difficile garantire un trattamento qualitativamente accettabile.

Il tuo dentista di fiducia

Come si diceva, uno studio odontoiatrico ha costi fissi particolarmente elevati, vediamone i più importanti:

  • Sterilizzazione: sia dello studio che degli strumenti utilizzati, per evitare qualsiasi rischio di infezioni, sempre possibili nelle strutture sanitarie, private od ospedaliere. Quindi è estremamente importante prevenire le cosiddette infezioni crociate, che si trasmettono da paziente a paziente, da personale sanitario a paziente o viceversa. La sterilizzazione va effettuata con strumenti idonei e seguendo protocolli rigidi. E’ bene accertarsi che, nelle offerte gratuite, non si venga meno a questi obblighi.
  • Tecnologie e macchinari: un paziente in visita odontoiatrica, soprattutto se è la prima, ha quasi sempre bisogno di RX (radiografia) e potrebbe avere bisogno di una TAC 3D. Oggi le rx si effettuano con attrezzature digitali computerizzate, che minimizzano il rischio radiazioni e permettono di visualizzare su pc la lastra, offrendo risultati migliori rispetto alle tradizionali rx analogiche. Per non parlare della TAC 3D, che ha spostato notevolmente in avanti le possibilità diagnostiche. La tecnologia ha costi importanti che richiedono investimenti gravosi ed ammortamenti lunghi. La visita gratuita contempla l’utilizzo di questi strumenti?
  • Il fattore umano: tutti sanno quanto il fattore umano sia fondamentale. I pazienti sono persone diverse, con esperienze e problematiche personali non sono standardizzabili. Una prestazione sanitaria di qualità non può essere resa se non da un professionista che si prenda cura del paziente nel modo giusto, dedicandogli tutto il tempo necessario per individuare l’eventuale problema, analizzarlo e proporre il trattamento terapeutico più appropriato. La stessa cura e la stessa professionalità devono essere previste per una seduta di igiene orale. L’igienista deve essere un professionista, laureato ed esperto, che non si limita soltanto all’ablazione del tartaro – che comunque va eseguita bene ed in profondità – ma, con un attento esame, segnala eventuali rischi e consiglia come effettuare al meglio l’igiene quotidiana anche insegnando, quando è il caso, l’utilizzo degli strumenti più adatti.
  • Il servizio: la cura del paziente non avviene soltanto quando è seduto in poltrona, ma in tutte le fasi del trattamento. Il personale di studio, paramedico ed amministrativo deve avere sempre la stessa attenzione, quindi essere preparato e professionale. Lo studio deve essere in grado di garantire orari lunghi e tempi di attesa ridotti al minimo. Adec rimane aperto 7 giorni alla settimana 365 giorni l’anno dalle 8 alle 24.00  con un servizio d’urgenza e domiciliare, sia la domenica che i giorni festivi.

Tutte queste attenzioni hanno costi elevati ma permettono di offrire, sempre, il miglior servizio ed i migliori risultati che, alla fine, sono la miglior forma di risparmio.

olio di cocco

Prevenzione carie: l’olio di cocco

Una nuova strategia per combattere le infezioni microbiche del cavo orale

Non sarà più la menta l’aroma più utilizzato nei dentifrici dei prossimi anni. L’aroma, utilizzato per rendere gradevole il dentifricio, potrebbe presto essere sostituito dall’olio di cocco che, se trattato con enzimi digestivi, potrebbe avere qualità inaspettate. Almeno stando a quanto pubblicato dagli scienziati dell’Athlone Institute of Technology (Irlanda), autori di un studio presentato al meeting annuale della Society for General Microbiology tenutosi all’Università di Warwick, Regno Unito.

Secondo i risultati dello studio, l’olio di cocco mescolato alla giusta quantità di enzimi digestivi sembra poter diventare un feroce killer dei batteri nascosti nel cavo orale e, soprattutto, del temutissimo Streptococcus mutans, uno dei principali microrganismi coinvolti nel metabolismo del saccarosio, nonché uno dei principali fattori cariogeni. La carie, come risulta da tutti gli indicatori internazionali, è la patologia più diffusa al mondo che, nei paesi ad economia avanzata, colpisce almeno il 60% dei bambini e circa il 90% degli adulti. Prima dello studio, che dovrà in ogni caso essere approfondito e confermato, la sua azione anticarie era del tutto sconosciuta.

ll Dr. Damien Brady, un degli autori dello studio dichiara - “L’integrazione nei prodotti per l’igiene dentale di enzimi modificati con olio di cocco potrebbe essere una valida alternativa agli additivi chimici usati oggi per la pulizia dei denti. In particolare perché l’olio di cocco funziona anche a concentrazioni relativamente basse. Inoltre con l’aumento della resistenza agli antibiotici è importante che la ricerca in questo settore sviluppi nuove strategie per combattere le infezioni microbiche del cavo orale“. 

Le proprietà dell’olio di cocco, ottenuto utilizzando la polpa essiccata della noce, sono da tempo conosciute e i preparati a base di questo tipo di olio vengono utilizzati sia in molti preparati naturali e nei cosmetici.

 


denti

Salute dei denti: le erbe naturali

Rimedi naturali per la salute dei tuoi denti?

Se i benefici delle erbe e degli alimenti vegetali sono ormai ben noti, non tutti sanno che ci sono alcune erbe dagli effetti particolarmente benefici per la salute della bocca e dei denti. Ma quali sono queste erbe? e i loro benefici?

La salvia 

La salvia è molto conosciuta e usata. Il nome, dal latino salvus che vuol dire sano, fa ben capire come anche i nostri progenitori conoscevano i suoi effetti benefici. Dal punto di vista odontoiatrico, la salvia vanta diverse proprietà dovute sia alla presenza di olii che di cristalli minerali quali calcio, potassio, magnesio, ferro e sodio ed ha proprietà sbiancanti note da sempre, tanto che un antico rimedio popolare consiste nello strofinarsi foglie di salvia fresca sui denti per renderli più bianchi. L’azione, in questo caso, è dovuta ai cristalli minerali presenti in superficie che, sfregati, riescono a rimuovere la placca batterica e gli agenti superficiali che opacizzano lo smalto. L’azione è più forte se combinata con bicarbonato di sodio. Esistono molte ricette per creare dentifrici sbiancanti fai-da-te, con salvia, amido e bicarbonato. L’olio essenziale di salvia ha un’azione rinfrescante e deodorante del cavo orale, molto utile in caso di alitosi.
Sicuramente le migliori qualità terapeutiche della salvia si apprezzano in caso di gengiviti, afte orali e malattia parodontale. In questo caso oltre all’azione dell’olio sono importanti i tannini contenuti nella salvia. Il modo migliore per utilizzare la salvia in caso di gengiviti è quella di preparare un decotto lasciando bollire 50 foglie di salvia in un litro d’acqua. Il liquido va filtrato a freddo ed utilizzato come colluttorio, almeno 3 volte al giorno.

L’echinacea

I nativi americani hanno sempre utilizzato la radice dell’echinacea contro il mal di denti. L’echinacea, una pianta originaria del Nord America, oggi è coltivata in tutti i paesi dal clima temperato proprio per le riconosciute proprietà officinali. Oltre che per il mal di denti, è nota anche per le sue proprietà immunostimolanti utili per prevenire raffreddori ed influenze.

La ratania

Sempre dal continente Americano arriva la ratania, un piccolo arbusto spontaneo delle Ande peruviane. Le sue radici sono utilizzate da sempre dagli indios per la cura e la protezione dei denti. Le radici essiccate, triturate e miscelate con del carbonato di calcio hanno azione anticariogena.

La camomilla

Sempre per lenire il mal di denti è molto utile la comune camomilla. Per i bambini è ottima se viene utilizzata sotto forma di ghiacciolo, sia perchè più accettabile dai piccoli sia perchè il freddo ha un’azione anestetizzante sulle gengive. Gli adulti invece possono preparare una camomilla molto concentrata e fare risciacqui almeno tre volte al giorno.

La mirra

La mirra è nota per essere un dono dei Re Magi a Gesù Bambino, questo la dice lunga sul valore che già 2000 anni fa veniva attribuito a questa pianta. Più che la pianta in se, è la sostanza resinosa che se ne ricava ad avere proprietà officinali. La mirra, arbusto della penisola arabica, è ricca di una particolare resina i cui effetti antisettici sono tali che gli antichi Egizi la utilizzavano anche per la conservazione delle mummie.
In campo odontoiatrico è utile come antisettico, sia per la bocca che per la gola ed è, infatti, presente presente in vari tipi di collutori e dentifrici. In tempi passati veniva usata per preparare collutori casalinghi in una mistura di olio e vino. E’ utile anche per rallentare gli effetti della piorrea ed ha azione tonificante sulle gengive.

gengive

Gengive che sanguinano

Sanguinamento e dolore gengivale: cosa fare?

Le gengive che sanguinano possono essere sintomo di un evento patologicamente significativo e non vanno mai prese sottogamba. Il sanguinamento delle gengive potrebbe essere segno dell’inizio di un’infezione e / o irritazione e, se non trattato presto e correttamente, può portare a gravi problemi anche al di là delle patologie orali.

Se le gengive sanguinano durante lo spazzolamento o mentre si usa il filo interdentale, è possibile, nel caso peggiore, che sia l’inizio di una gengivite oppure potrebbe essere semplicemente legato al fatto che si sta usando uno spazzolino con setole troppo dure oppure che il filo interdentale sia stato passato troppo in profondità nel tessuto gengivale oppure il vostro modo di praticare l’igiene orale quotidiana non è del tutto corretto. Qualunque sia la ragione però, il sanguinamento delle gengive è un segno che qualcosa non funziona come dovrebbe.

Per sicurezza e prevenzione sarebbe opportuno parlarne immediatamente con il vostro dentista di fiducia. Molte persone, alla vista del sangue, vengono istintivamente portate a ridurre a propria igiene orale, evitando l’uso del filo interdentale o riducendo lo spazzolamento. Mantenere ed intensificare la propria igiene orale quotidiana è, al contrario, ancora più importante in questi casi.

Un consulto con il vostro dentista vi aiuterà a capire se utilizzate correttamente il filo interdentale, se lo spazzolino che utilizzate è quello giusto per voi e potrà, se necessario, consigliarvi un collutorio disinfettante.  In questo modo eviterete il rischio di sviluppare carie e soprattutto la parodontite, che metterebbe in serio pericolo i vostri denti.

La parodontite non solo è la principale responsabile della perdita dei denti ma, come dimostrano recenti studi scientifici, la salute del cavo orale ha incidenza anche sulla salute generale. Aumenti del rischio di malattie dell’apparato cardiocircolatorio sono stati accertati nei pazienti con patologie orali e denti mancanti. La salute ed il benessere del corpo passano anche attraverso la salute della bocca.

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denti da latte

Perché nasciamo con i denti da latte?

A cosa servono i denti da latte?

Questa è una delle domande che gli odontoiatri pediatrici si sentono rivolgere più frequentemente, soprattutto da giovani genitori. Essendo caduchi, molti tendono a sottovalutarne l’importanza, ma i denti da latte sono indispensabili e fondamentali, ad esempio per abituare il bimbo a masticare e a farlo correttamente.

Nella prima infanzia la masticazione è importantissima come inizio della digestione, poiché l’apparato digerente non è lo stesso delle età successive. I dentini  hanno quindi la funzione di migliorare e semplificare la digestione che avverrà nel tratto gastrointestinale.

Una  funzione ancor meno conosciuta è quella relativa alla fonazione: i denti da latte, come i definitivi, servono alla pronuncia di molte consonanti, se mancano o se sono danneggiati, possono provocare un’alterazione nella pronuncia delle parole, con evidenti difficoltà nel corretto inserimento del bambino nel contesto della socializzazione e delle relazioni sociali.

I denti da latte sono estremamente importanti per lo sviluppo delle ossa mascellari e dell’eruzione dei denti permanenti. Se mancanti o danneggiati dalle carie possono provocare mal occlusione, cioè chiusure scorrette della bocca e conseguenti disarmonie nello sviluppo della mascella e della mandibola.

Infine, la dentatura decidua funge da guida per consentire la corretta eruzione dei denti definitivi: se un dente manca, i rimanenti tendono a spostarsi limitando o ostruendo del tutto lo spazio per l’eruzione del dente corrispondente.

La cura e l’igiene orale dei denti da latte deve quindi essere uguale, se non superiore, alla cura che si presta ai propri denti permanenti.

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